La stampa dice...

Il PdL mette la Regione sotto la lente d'ingrandimento

Dal Giornale del 25/7/2010:

 
Blitz anti-sprechi, PdL al contrattacco

Dal Corriere Mercantile del 25/7/2010:

 
Legge-salvagente per aiutare i balneari

Dal Giornale del 23/7/2010:

 
Bagni marini, il PdL chiede una commissione

Dal Corriere Mercantile del 23/7/2010:

 
Idee per una migliore tutela della salute PDF Stampa E-mail

Nonostante le difficoltà obiettive, comuni a tutti i Paesi industrializzati, si ritiene che il nostro sistema sanitario possa migliorare con una sua riorganizzazione su base regionale, in un quadro di federalismo sanitario con forti vincoli solidaristici nazionali, che produca un netto contenimento della spesa ed un miglioramento della qualità delle prestazioni.

Gli interventi, qui di seguito schematizzati, sono in grado di produrre effetti benefici a medio-lungo termine e del resto per un sistema complesso ed in sofferenza qual è il nostro, interventi tampone al di fuori di un processo organico riformatore finiscono con l’accentuare le criticità.

La “burocrazia”, i bassi interessi partitici, l’affarismo generalizzato hanno rovinato questo settore che è il più delicato e quindi il più importante.

 

Questo progetto tiene in particolare considerazione il momento attuale in cui si registra la più alta speranza di vita e quindi l’aumento di tutti i problemi ad essa connessi, medici, sanitari, sociali e previdenziali.

Ben dobbiamo aver presente che la salute non ha bandiere di partito ma è “un bene per tutti ed un bene di tutti” e riteniamo fondamentale anche insegnare alla gente come difendere la propria salute, aiutandola a prevenire piuttosto che vivere in continua emergenza.

 

 

Programma a breve e medio termine

 

I problemi dei costi di una struttura sanitaria, vanno collegati all’aumento della redditività delle risorse impiegate: “all’appropriatezza delle cure e appropriatezza delle strutture”.

Bisogna superare l’attuale dicotomia territorio-ospedale attraverso il recupero della risorsa che rappresentano i Medici di Medicina Generale, i Pediatri di libera scelta e gli Specialisti ambulatoriali interni all’organizzazione del servizio sanitario. Imperativa è l’organizzazione della continuità assistenziale nel territorio con il lavoro di gruppo dei medici con adeguate attrezzature organizzative e diagnostiche. Ciò renderà possibile la presa in carico dell’utente-paziente nella assistenza ordinaria e nell’eventuale percorso in altre strutture (Ospedale) prima e dopo.

La continuità assistenziale 24 ore su 24 e sette giorni su sette, con una garanzia di assistenza sul territorio, consentirà di rimuovere le resistenze per una riorganizzazione della rete ospedaliera elevando in modo deciso gli standard minimi.

Organizzando sul territorio la domanda di visite specialistiche all’interno delle unità territoriali, con la risposta in gran parte all’interno delle stesse, sarà possibile abbattere i tempi interminabili delle odierne liste di attesa.

Si tratta in definitiva di strutturare il Servizio Sanitario organizzando il territorio per soddisfare il 95% delle prestazioni e una eccellenza ospedaliera come un vero terminale del territorio in grado di soddisfare la domanda della diagnostica e delle urgenze-emergenze di pronto intervento e di elezione (Codici rossi). La medicina del territorio dovrà essere organizzata anche con un particolare adeguamento nelle specializzazioni universitarie.

 

 

I LUOGHI DI CURA

 

  1. Riconversione dei piccoli ospedali e creazione di una rete di distretti sanitari, con più funzionali servizi integrati socio-sanitari, di poliambulatori specialistici e di presidi territoriali di primo soccorso;

  2. trasformazione dei piccoli ospedali in presidi sanitari di primo livello, fortemente ancorati al territorio con ampio coinvolgimento assistenziale dei Medici di Medicina Generale;

  3. creazione di ospedali di eccellenza, in una rete di ospedali di I e II livello. Con particolare attenzione alle valutazioni delle performance e dalla metodologia dei costi standard quale modello innovativo per valutare la produttività dei presidi;

  4. Un segnale forte e profondamente innovativo del sistema potrebbe essere lo scorporo delle funzioni territoriali da quelle ospedaliere; da una parte la ASL ed i suoi servizi istituzionali (igiene, materno/infantile, anziani ecc.) e dall’altra l’Azienda Ospedaliera;

  5. in tutti gli ospedali migliorare i servizi alberghieri affidati a personale specializzato, creando appositi dipartimenti della qualità e del confort. Il direttore dei servizi di accoglienza e dei relativi servizi, potrebbe essere benissimo anche un direttore d’albergo.

 

 

ALCUNI PROVVEDIMENTI PER MIGLIORARE LA SANITA’

 

  1. Avviare l’istituzione di corsi, per tutti gli operatori della sanità, per insegnare una diversa comunicazione, un diverso dialogo anche incentivando un’opportuna consultazione su programmi di formazione e sensibilizzazione.

  2. Impedire con ogni mezzo l’attuale “burocratizzazione” che obbliga tutti gli operatori, ed in particolare i Medici, a destinare troppo tempo lavorativo a problemi amministrativi sottraendolo all’assistenza del paziente.

  3. Tracciare le linee guida sulla prescrivibilità e sull’appropriatezza delle prestazioni specialistiche con la sensibilizzazione del Medico di Medicina Generale. Esaudire in tempi massimi decretati e divulgati le richieste di tutte le prescrizioni di prestazioni specialistiche. A tal fine, una soluzione obbligatoria appare quella di instaurare il doppio turno di lavoro per far funzionare 12 ore al giorno le varie strutture pubbliche, previo, evidentemente, accordi sindacali. In caso contrario, coinvolgere a tariffe prestabilite strutture accreditate che corrispondono esattamente a livelli di credibilità, efficienza e responsabilità.

 

 

EMERGENZA

 

Realizzazione di una rete territoriale di presidi sanitari con servizi di autoambulanza afferenti strutture ospedaliere; potenziamento del servizio di elisoccorso e valutazione dell’utilità del servizio di cabotaggio sanitario marittimo.

 

 

LISTE DI ATTESA E MOBILITA’ PASSIVA

 

L’efficienza di un sistema sanitario regionale si misura dalla qualità delle prestazioni erogate e dalla facilità di accesso a queste stesse prestazioni. A tal fine per evitare il crescente fenomeno di liste di attesa eccessivamente prolungate e la conseguente fuga di pazienti verso strutture pubbliche e private delle regioni limitrofe è fondamentale un aumento dell’efficienza delle strutture pubbliche ed un utilizzo accorto delle risorse imprenditoriali oggi non sufficientemente valorizzate in Liguria a vantaggio delle strutture private delle altre regioni.

 

 

LA CURA DELL’ANZIANO

 

L’Italia ed in particolare la regione Liguria registrano un aumento dell’età media della popolazione con le conseguenti problematiche mediche e sociali. Il panorama dell’offerta sanitaria acuta e cronica per le persone anziane appare superato e non rispondente ai bisogni crescenti della popolazione ligure.

Questa carenza di analisi del bisogno e della successiva progettazione di risposte adeguate produce oggi un aumento dei costi per ricoveri inappropriati in strutture per acuti. La risposta è quella, anche sfruttando meglio la capacità organizzativa e di investimento del privato, di realizzare strutture e/o organizzazioni in gradi di attivare cure riabilitative, di mantenimento, intermedie e palliative.

 

 

RAPPORTO TRA PUBBLICO E PRIVATO

 

Fermo restando che la Sanità deve essere un servizio pubblico (non statalista), bisogna favorire lo sviluppo dell’imprenditoria privata che però non deve essere speculativa il privato di livello qualitativo elevato potrà coesistere con il pubblico stimolandone a sua volta un miglioramento della qualità e dell’efficacia delle prestazioni offerte.

 

Massima integrazione tra il pubblico e il privato accreditato.

 

 

SPECIALIZZAZIONI E CORSI UNIVERSITARI

 

Revisione delle scuole di specialità mediche e dei corsi di laurea sanitari in ragione dell’epidemiologia regionale con particolare attenzione alla formazione per i Medici di Medicina Generale.

 

 

ECM

 

Superamento dell’attuale sistema ECM insoddisfacente per la formazione permanente.

 

 
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